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IL SONDAGGIO SI E' CONCLUSO IL 31 MAGGIO 2005.
AL PRIMO POSTO VEDE LO STEMMA DEL
DR. ARCH. EZIO FORCELLA CON IL 58,62 %

I risultati del sondaggio:

Stemma A -------- Guidotti - Ceresa 20,69 %
Stemma B -------- Guidotti - Ceresa 3,45 %
Stemma C -------- Guidotti - Ceresa 0,0 %
Stemma D -------- Angelini 17,24 %
Stemma E -------- Forcella 58,62 %
 

Ultimo voto pervenuto - 28/05/2005

 

 
Nel mese di luglio, si è votato per lo stesso sondaggio coinvolgendo gli alunni delle scuole elementari e medie, e i cittadini di Baranzate.
I voti sono così ripartiti:
 


RISULTATI VOTAZIONI PER STEMMA DEL COMUNE DI BARANZATE
SCUOLE ELEMENTARI E MEDIE
 

  A B C D

E

   
3e ELEMENTARI + META' 4e 11 9 2 73 33  
META' 4e + 5e ELEMENTARI 9 7 1 58 48  
1a MEDIA 3 3 0 32 39  
2a MEDIA 7 0 1 30 39  
3a MEDIA 1 0 2 34 26  
TOTALE 31 19 6 227

185

468

 


IN TOTALE HANNO VOTATO 468 STUDENTI DELLE SCUOLE ELEMETARI E MEDIE, CHE SOMMATI AI 1230 BARANZATESI CHE HANNO UTILIZZATO
LE URNE DISLOCATE SUL TERRITORIO COMUNALE DANNO UN TOTALE
COMPLESSIVO DI 1.698 VOTI.
 

SEGGIO A B C D E Incidenza % del seggio  
Comune 34 6 20 12 91 13,25
Divers'età 84 17 67 40 222 34,96
Materna S. Arialdo 7 0 10 1 31 3,98
Materna Sacro Cuore 52 1 2 6 50 9,02
Materna XX Settembre 8 7 2 4 43 5,20
Materna Sauro 9 2 1 7 33 4,23
Biblioteca 63 30 19 43 206 29,35
             
           

Totale votanti

Preferenze espresse 257 63 121 113 676 1230
Preferenze in forma % 20,89 5,12 9,84 9,19 54,96 100
 

Solo nella Materna Sacro Cuore lo stemma A vince di due preferenze
 mentre nelle altre sedi lo stemma E è primo con ampio margine

TAVOLA RIASSUNTIVA SCELTA STEMMA DA PARTE DEI BARANZATESI

A 288  
B 82
C 127
D 340
E 861
TOTALE 1698
 

 

 


A partire dal 22 luglio 2003, un'altro simbolo partecipa al sondaggio! 
Il nuovo stemma è stato realizzato da Giannicola Angelini, uno dei padri fondatori del comitato "Uniti per Baranzate".
Lo stemma è contrassegnato dalla lettera "D"

16 novembre 2004
Un'altro stemma, proposto dal Dr. Arch. Ezio Forcella, entra in competizione. Lo stemma è contrassegnato dalla lettera "E"
 

 


Leggi cosa ha scritto la stampa sull'argomento

Articolo 1
Articolo 2

Articolo 3
Articolo 4
 

 

 


Mentre i baranzatesi lavoravano per ottenere l'autonomia amministrativa della propria cittadina, c'era chi si impegnava ad elaborare uno stemma per quello che, dopo 134 anni, doveva tornare ad essere  il Comune di Baranzate.

I Sig.ri Matteo Guidotti e Fabio Ceresa, studiosi e appassionati di araldica, hanno disegnato questi tre bozzetti per lo stemma che, se uno di questi fosse stato accolto, avrebbe rappresentato Baranzate.

I bozzetti sono "aperti" ad eventuali modifiche, però vi consiglio di leggere, prima di avanzare una proposta, la premessa degli autori.

Ho voluto proporre anche un sondaggio per vedere quali dei tre stemmi è il più gradito dai visitatori di questo sito, troverete il modulo per votare a fondo pagina insieme al modulo per proporre eventuali modifiche.

Il Webmaster
 

 


Nell'araldica italiana due sono le regole fondamentali che non devono essere violate:
- gli smalti (ovvero i colori) possibili sono solamente sei: due "metalli", oro ed argento (raffigurati quasi sempre come giallo e bianco) e quattro "colori" propriamente detti: il rosso, l'azzurro, il nero ed il verde. Altri colori non sono ammessi se non per presentare animali od oggetti "al naturale" (ad es. il marrone di un tronco d'albero o il grigio di una spada).
- non si deve mai sovrapporre metallo su metallo o colore su colore, ovverosia non vi potrà mai essere una figura araldica rossa in campo azzurro o bianca in campo giallo
(a riguardo vi sono moltissime pubblicazioni; tra le principali: F.Tribolati, Grammatica araldica, Hoepli, 1904, Milano; Guelfi Camajani, Dizionario Araldico, Hoepli, 1940, Milano; C.A. von Volborth, The art of Heraldry, Tiger, 1987, London).

A queste norme insormontabili si devono aggiungere delle linee guida molto utili qualora si voglia fare della buona araldica civica:
-gli ornamenti esterni dello scudo, cioè corone, elmi, svolazzi e simili, che comunque non sono di pertinenza della vera e propria araldica, sono fissati per i Comuni della Repubblica Italiana dalla legge
(cfr. G.C. Bascapè, M. Del Piazzo, Insegne e simboli, Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali, 1983, Roma).
- il verde nell'araldica delle comunità italiane di più lunga e di maggior tradizione è pressoché assente (cfr. M. Guidotti, "il verde nell'Araldica Civica Toscana" in Atti del XIII Convivio della Società Italiana di Studi Araldici, 1996, Torino).

Tutte le proposte presentano lo scudo di foggia sannitica moderna e la corona da Comune, per la quale l'art. 97 del Regolamento per la Consulta Araldica, approvato con il R.D. 7 Giugno 1943, n.652, così prescrive: è formata da un cerchio d'argento aperto da quattro pusterle (tre visibili) con due cordonate di muro sui margini, sostenente una cinta aperta da sedici porte (nove visibili) ciascuna sormontata da una merlatura a coda di rondine, il tutto d'argento e murato di nero.

Una prima ed irrinunciabile premessa alla descrizione degli stemmi seguenti riguarda poi la semplicità della composizione, in araldica sinonimo di bellezza e di purezza delle armi. Sono stati volutamente evitati i complicati assemblamenti di colori, di pezze e di figure, onde evitare di appesantire il disegno. Questa decisione insegue due finalità. La prima, come si è accennato è quella estetica, poichè le armi più pure sono quelle più apprezzabili. La seconda concerne invece una funzione eminentemente pratica dello stemma, che dovendo essere riprodotto su atti, documenti e carte intestate deve essere per forza di cose rimpicciolito: questo può comportare una maggiore confusione nel distinguerlo, qualora l'immagine non sia semplice e di facile lettura. Chi volesse eventualmente proporre delle modifiche o delle variazioni, è quindi invitato a tener conto di questa importante limitazione.
In secondo luogo, si noti che gli smalti utilizzati sono principalmente due, l'argento ed il rosso. Tali colori sono infatti particolarmente cari all'araldica lombarda: si pensi a Busnago, a Liscate, a Cavenago, a Corsico, a Sesto, a Desio e, naturalmente, allo stemma della Città di Milano.

Matteo Guidotti e Fabio Ceresa

 

Per meglio vedere le immagini, clicca con il mouse sugli stemmi.

 

(A)

Realizzato da Matteo Guidotti e Fabio Ceresa

 
1) Partito: nel primo di rosso al pastorale d'oro posto in palo, velato d'argento; nel secondo palato d'argento e di rosso, alla fascia in divisa d'oro attraversante. 

La scelta del pastorale è dovuta alla tradizione storica di Baranzate, il cui territorio era compreso nei beni fondiari del Monastero Maggiore di Milano, che aveva sede presso la Chiesa di S.Maurizio a Milano, nell'attuale Corso Magenta. Proprio per questa ragione il pastorale è rappresentato "velato": mentre gli ecclesiastici contraddistinti da dignità espiscopale portavano il pastorale nudo, gli abati lo usavano munito di un piccolo drappo di seta, il
panisellus, che pendeva dal nodo della verga impedendo alla mano di entrare a diretto contatto con il metallo, rischiando di rovinarlo. Poichè i vescovi indossavano i guanti e ne non avevano quindi la necessità, il sudarium divenne ben presto caratteristica peculiare del titolo abbaziale, e con questa accezione è inteso nella configurazione dello stemma.
Nel secondo punto troviamo invece un palato d'argento e di rosso, segno doveroso di omaggio al Comune di Bollate che innalza un palato di rosso e d'argento; per altro la fascia d'oro, intervenendo come brisura (ossia come "variante araldica"), oltre ad impreziosire lo scudo sancisce la totale autonomia di Baranzate rispetto al comune dal quale intende staccarsi.
 

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Pubblicato nell'aprile 2003

 

 

 

(B)

Realizzato da Matteo Guidotti e Fabio Ceresa

 
2) Inquartato di rosso e d'argento, alla fascia troncata merlata in banda d'oro e di nero.

L'inquartato d'argento e di rosso, oltre a riprendere i due smalti di cui si è detto, vuol essere un ricordo dell'arme Crivelli, famiglia tra le più nobili ed Antiche del Milanese tanto da dare alla Chiesa di Roma un Pontefice, Urbano III Crivelli. Questo casato possedeva numerosi feudi tra l'Olona ed il Lambro, tra cui, appunto, le campagne di Baranzate.
La fascia d'oro e di nero, con la particolare figurazione "ad incastro", è invece una rappresentazione stilizzata delle tante industrie che rendono Baranzate un centro economico tra i più importanti della provincia di Milano.
 

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Pubblicato nell'aprile 2003

 

 

(C)

Realizzato da Matteo Guidotti e Fabio Ceresa

 
3) Contropalato d'argento e di rosso, alla fascia doppiomerlata d'oro attraversante.

Oltre ad unire i due smalti di cui si è accennato più sopra, lo scudo presenta una fascia doppiomerlata; essa vuole simboleggiare, nel rispetto della grammatica araldica, un ingranaggio, e quindi l'attività industriale. L'oro dona il suo colore alla fascia per indicare il beneficio apportato dall'industria al Comune di Baranzate, che a partire dagli anni '50 si è contraddistinta appunto come centro importante per il fiorire di attività di impresa.
 

Pubblicato nell'aprile 2003

 

 

(D)

Realizzato da Giannicola Angelini 

 
4) Scudo di tipo sannitico (detto anche francese o moderno) con campo composto e fusato in banda nei colori giallo e blu (oro e azzurro), i colori di Baranzate.

Al centro dello scudo è inserito un gelso non radicato e stilizzato che simboleggia quella che per secoli ha rappresentato la principale fonte di reddito per la popolazione di Baranzate (bachicoltura): le foglie del gelso sono di colore verde e a forma di cuore per rappresentare l'amore per il borgo baranzatese. 
Lo scudo è circondato da un elemento decorativo costituito da due rami, uno di alloro e uno di quercia di colore verde fra loro decussati (ossia incrociati) sotto la punta dello scudo stesso e annodati da un nastro dai colori nazionali.
'Collocata sopra al lato superiore dello scudo vi è la corona di Comune formata da un cerchio aperto da quattro pusterie delle quali tre visibili e sormontato da una merrlatura a coda di rondine (ghibellina) costituita da sedici merli di cui nove visibili.

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Pubblicato nel luglio 2003

 

 

(E)

Realizzato dal Dr.Arch. Ezio Forcella

 
STEMMA COMUNALE

"D'oro al gelso nero stilizzato, sradicato, frondato di undici cuori di verde; col capo d'azzurro contromerlato di tre pezzi".
L'oro e l'azzurro sono i colori di Baranzate. La merlatura dell'azzurro, richiamando l'ingranaggio di una macchina, rappresenta la produttività industriale. Il gelso rappresenta le ricchezze del suolo..


DESCRIZIONE

Lo stemma sintetizza alcuni significati presenti nelle proposte avanzate dai signori Guidotti, Ceresa e Angelini. Partendo dalla composizione D del signor Angelini, si è pensato di rendere maggiormente visibile il gelso (simbolo della ricchezza del suolo), sovrapponendolo ad un campo d'oro uniforme affinché il nero del fusto del gelso e il verde delle foglie fossero esaltati al meglio. Le foglie hanno la classica sagoma ovata a base cuoriforme del gelso. Il capo dello stemma è azzurro, l'altro colore di Baranzate. In questo modo la posizione di rilevanza supplisce alla disparità nella quantità di colore e fa apparire lo stemma azzurro-oro (sebbene quest'ultimo sia molto più presente del primo). La merlatura è una citazione della composizione C signori Guidotti e Ceresa nel cui disegno è presente la stilizzazione della ruota di un ingranaggio.
Lo stemma è stato decorato con l'intreccio di due serti, uno d'alloro e l'altro di quercia, annodati col Tricolore. Lo stemma è sormontato dalla corona comunale, caratterizzata da quattro porte (tre visibili), nove finestre e nove torri merlate alla ghibellina.

Sono state scelte due modalità rappresentative: la prima, sopra mostrata, che, costituendo la versione a norma di legge dello stemma, è destinata ad un uso ufficiale; la seconda, più snella, è impiegabile nel settore delle comunicazioni ed è presentata in due versioni: a colori e in bicromia.

LA BANDIERA

Molte comunità si sono avvalse negli ultimi anni di una bandiera comunale, da affiancare sempre al Tricolore.
Su modello dello stemma presentato, si è disegnato la bandiera di Baranzate.
La lettura "dall'alto verso il basso", tipica della composizione araldica, è stata sostituita con una "da sinistra a destra", tipica invece della vessilologia.
L'esito ne è stato una bandiera giallo e azzurra, in cui tutti gli elementi dello stemma ritrovano posto e significato.

 

Pubblicato nel novembre 2004

 

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