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Il Parco delle Groane

Come per il territorio di Bollate, anche il Parco delle Groane si è formato durante la prima parte dell'Era Quaternaria, esattamente nel periodo detto "Pleistocene" da 1,8 milioni a 10.000 anni fa.

Con i detriti trascinati dai ghiacciai che scesero nella valle Padana, e si depositarono nella nostra zona.
Il vento poi, sempre nel periodo della glaciazione, trasportò fino in queste zone, un forte quantitativo di particelle rocciose con diametro inferiore a 0.002 mm, questi materiali sono sabbia, silt e argille, queste ultime il vento riusciva a trasportarle anche per migliaia di chilometri, essendo le più leggere tra i materiali rocciosi.

Il depositarsi di questi materiali, crearono un manto  dallo spessore d’alcuni metri definito dai geologi "loess", parola derivante dal tedesco.

Gli antichi abitanti, chiamavano questo materiale, argilla o "ferretto".

Nel corso degli anni però, per l'opera dell'uomo, questo terriccio argilloso scompare, infatti, furono aperte delle cave per l'estrazione d’argilla che era poi lavorata e cotta in una delle otto fornaci che furono costruite nel parco.

La fornace, è una costruzione atta alla cottura dell'argilla, formata da molti forni collegati l'uno all'altro aventi un'unica ciminiera.

In queste fornaci, erano cotti mattoni per le costruzioni dell'epoca.

Ancora oggi, passeggiando nell'area del parco, ci si può imbattere in una di queste otto fornaci, alcune sono state restaurate, di altre sono rimasti solo i resti.
 

 

La flora all'interno del Parco

Nel parco, possiamo trovare una vegetazione molto variegata.
Vi sono:

la rovere (
Quercus petreae), la farnia (Quercus pedunculata), il carpino bianco (Carpinus betulus), pino silvestre (Pinus sylvestris), il pallon di neve (Viburnum opulus), biancospino (Crataegus monogyna), nocciolo (Corylus avellana), sanguinella (Cornus sanguinea), evonimo (Evonymus europaea), rovi (Rubus spp.), felci (Pteridium aquilinum) frangola (Frangula alnus).

In alcune aree del bosco, che in passato furono distrutte da incendi o da taglio degli alberi, si è andata formando un altro tipo di vegetazione, la brughiera.
In queste aree troviamo:

il brugo (
Calluna vulgaris) da cui deriva il termine brughiera, la molinia (Molinia arundinacea), la ginestrella (Genista tinctoria), la ginestra spinosa (Genista germanica), la tormentilla (Potentilla erecta). In queste aree stanno anche crescendo dei nuovi alberi, il pioppo tremolo (Populus tremola), e il salicone (Salix caprea).

Nelle aree circostanti i vari torrenti che vi scorrono, si possono trovare invece l'ontano nero (
Alnus glutinosa) e il salice bianco (Salix alba).

Negli specchi d'acqua vi trovi la canna palustre (
Phragmites australis) e la tifa (Typha latifolia).  

 

La fauna del Parco

Anche la fauna è molto ricca e diversa, sono state individuate una quindicina di specie tra rettili e anfibi, una ventina di specie di mammiferi, e un centinaio di specie di volatili.
Vi sono:

la volpe (
Vulpes vulpes), la faina (Martes foina), la donnola (Mustela nivalis), il ghiro (Glisglis), il moscardino (Moscardinus avellanarius), il riccio (Erinaceus europaeus), lo scoiattolo (Sciurus vulgaris), il coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus), la rana dalmatina, la cornacchia grigia (Corvus corone corvis), fringuelli (Fringilla coelebs), pettirossi (Erithacus rubecula), usignoli (Luscinia megarhyncos), cinciallegre (Parus major), l'allodola (Alauda arvensis), la civetta (Athene noctua) e il gheppio (Falco tinnunculus).

 

(Notizie tratte da "Parco Groane" edito da Edizioni Consorzio Parco Groane)